Mt 16, 13-20
Gesù domanda ai suoi: «Chi sono io per te?» (cfr. v. 15). Non chiede anzitutto una definizione. Chiede: io cosa c’entro con la tua vita? Che cosa è accaduto in te da quando mi hai incontrato? Quale volto ha assunto la tua esistenza?
La religione risponderà attraverso le parole incontrovertibili del Credo e la solidità delle verità dogmatiche. Eppure, si può conoscere perfettamente la formula dell’acqua e continuare a morire di sete. Si può pensare Dio, definirlo, celebrarlo, senza esserne mai raggiunti e trasformati.
La spiritualità comincia quando Dio cessa di essere un pensiero e diventa esperienza. Esperienza dello Spirito, perché «Dio è Spirito», come afferma Gesù nel Vangelo di Giovanni (4, 24). A quel punto scopriamo che Dio non è un essere separato col quale instaurare una relazione per via intellettuale o rituale. È la Vita stessa alla quale apparteniamo. Il fondo luminoso dell’essere. Il respiro che ci attraversa. Il Mistero nel quale viviamo, ci muoviamo ed esistiamo (cfr. At 17, 28).
La via spirituale conduce così oltre ogni immagine di Dio, oltre ogni separazione tra noi e lui. È la via dell’amore, lungo la quale giungiamo ad amare Dio «in quanto Non-Dio, un Non-Intelletto, una Non-Persona, una Non-Immagine. Ancora di più: in quanto è un Uno puro, chiaro, limpido, separato da ogni dualità. E in quest'”Uno”, dobbiamo eternamente inabissarci: da Qualcosa al Niente». (Meister Eckhart. Sermone 83).
Inabissarsi nell’Uno significa lasciare che cada ogni illusione di separatezza. Come il metallo immerso nel fuoco assume il colore e il calore del fuoco, così noi veniamo trasformati in Colui nel quale ci immergiamo. Uno. Luce. Essenza. Coscienza. Mistero.
E infine scopriamo che questo Mistero non ci è estraneo. È ciò che siamo da sempre, il nostro stato naturale, la verità originaria di noi stessi, rimasta nascosta sotto gli strati dell’ego, della paura e dell’inconsapevolezza.
Allora anche le nostre azioni, le parole e le relazioni cominceranno a riflettere questo semplice e vertiginoso stato dell’Essere. Non dovremo più domandarci chi sia Cristo.
Lo saremo diventati.
