OMELIA ๐—๐•๐ˆ๐ˆ ๐๐จ๐ฆ๐ž๐ง๐ข๐œ๐š ๐๐ž๐ฅ ๐“๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ ๐Ž๐ซ๐๐ข๐ง๐š๐ซ๐ข๐จ. ๐€๐ง๐ง๐จ ๐€

๐Œ๐ญ ๐Ÿ๐Ÿ‘, ๐Ÿ’๐Ÿ’-๐Ÿ“๐Ÿ
Esiste un Io al di lร  dellโ€™ego. Un essere profondo che non coincide con lโ€™identitร  che ci siamo costruiti e con la quale, ogni giorno, ci presentiamo al mondo.
Noi siamo altro rispetto a ciรฒ che facciamo e a ciรฒ che possediamo. Siamo il Sรฉ autentico, la presenza silenziosa โ€“ il Testimone – che osserva il nostro agire, i nostri pensieri, ciรฒ che acquistiamo e ciรฒ che perdiamo. Il Vangelo chiama questa realtร  โ€œregno di Dioโ€, โ€œtesoro nascostoโ€, โ€œperla di grande valoreโ€. Lโ€™India lo definisce aham, lโ€™Io, il me stesso.
Eppure, per ignoranza e superficialitร , cadiamo in un grande inganno: confondiamo la nostra identitร  con la nostra essenza. Crediamo di essere il nostro corpo, i nostri pensieri, le nostre passioni, i sentimenti che ci attraversano, la storia che raccontiamo su noi stessi.
Ma io non sono soltanto tutto questo.
Io-sono-la-Vita che si serve del corpo, della mente, dei sentimenti e delle passioni come strumenti per manifestarsi. E quando tutto ciรฒ, per un motivo o per lโ€™altro, comincerร  a sfumare, ciรฒ che rimarrร  sarร  semplicemente la Vita che sono. La mia essenza piรน vera.
Lโ€™Acqua dellโ€™acqua, il Cuore del cuore, per dirla con unโ€™altra tradizione.
รˆ proprio verso questo nucleo incandescente โ€“ lโ€™unica cosa che conta veramente โ€“ che Gesรน invita a rivolgere lo sguardo, dedicandogli tempo, energia e attenzione.
Occorre โ€œvendere tutti i propri averiโ€ per poter godere del โ€œtesoro nascostoโ€. Fuori di metafora, significa liberarsi dalle illusioni dellโ€™ego; svegliarsi dal sonno che ci porta ad attribuire valore assoluto a ciรฒ che, invece, รจ segnato dallโ€™impermanenza. Significa sciogliere gli attaccamenti a quel โ€œvaporeโ€ che ora appare e, un istante dopo, non รจ piรน.
Il tesoro, dice il Vangelo, รจ nascosto sotto terra. Non รจ esposto, non fa rumore, non reclama attenzione. รˆ custodito nellโ€™oscuritร  e nel silenzio. Per scoprirlo occorre dunque compiere un viaggio verso lโ€™interioritร , discendere nelle profonditร  di sรฉ.
ยซNon andare fuori, rientra in te stesso: รจ nel profondo dellโ€™uomo che risiede la veritร ยป, ricorda Agostino, e piรน tardi Meister Eckhart: ยซChi vuole penetrare nel fondo di Dio, in ciรฒ che ha di piรน intimo, deve prima penetrare nel suo fondo proprio, in ciรฒ che esso ha di piรน intimo. In effetti nessuno puรฒ conoscere Dio, se prima non conosce sรฉ stessoยป.
Interessante: prima occorre vendere e poi si compra, ci ricorda il vangelo. Prima il distacco, poi il ritrovamento. Prima la perdita, poi la pienezza. Prima il dissolversi dellโ€™io, poi il manifestarsi della Vita.
Insomma, non si acquista la Vita: la si scopre quando si smette di trattenerla, o se vogliamo non si dร  Vita senza averla prima donata, senza aver vinto lโ€™ossessione del โ€œmioโ€ e dellโ€™โ€œioโ€. E quando di questo tesoro si sarร  fatta esperienza, allora si conoscerร  finalmente la beatitudine: non la felicitร  effimera che dipende dalle circostanze, ma quella pace profonda che nasce quando non vi รจ piรน nulla da difendere, nulla da possedere, nulla da dimostrare.
ยซChe ci si sciolga dalla vanitร  dellโ€™ego, questa รจ la suprema beatitudineยป (dal Canone Buddhista).