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Amarsi da vecchi e credere nell’incredibile

Il mio caro amico Antonio Thellung, ha pubblicato da pochi mesi per  Gribaudi il libro ‘Amarsi da vecchi e credere nell’incredibile’.

Antonio ha 86 anni, ed è sposato da una vita con Giulia. Da questa sorgente è scaturito un fiume composto da quindici discendenti, tra figli, nipoti e pronipoti.

Antonio e Giulia sono un miracolo, nel senso profondo del termine, una cosa meravigliosa, come l’amore che li muove.

Dopo aver pubblicato qualcosa come venticinque libri, ora Antonio ha deciso di scriverne ancora uno. Io credo il più ‘grande’. Grande non  per la mole – poco più di 140 pagine – ma per maturità e profondità.

È la biografia di un amore, con tutto ciò che concerne questa cosa qui che ci ostiniamo a definire sentimento ma che è infinitamente di più.

Sessantasei anni di matrimonio, sessantasei anni di vita insieme. Un ‘momento’ di vita, come un’atmosfera che ha permesso entrambi di sbocciare, di venire alla luce.

L’amore fa rinascere, perché non è che questo: terreno in cui il seme può deflagrare permettendo a ciascuno di diventare se stesso. È splendido leggere: «siamo parecchio diversi, come carattere e forma mentale, e abbiamo dovuto lavorare a lungo per raggiungere una (quasi) piena intesa, ma confermo che per fortuna litighiamo ancora». L’amore non assorbe l’altro. L’amore non livella le differenze ma in qualche modo le esalta, per questo è importante lo scontro come in-contro, la rabbia, il dissenso. Ma dopo una vita, Antonio scrive che finalmente si è imparato a litigare tenendosi per mano.

Massimo Recalcati, acuto psicanalista italiano, ricorda che l’amore permette di perpetuale il nuovo nel solito. Il miracolo dell’amore è trasformare lo stesso in nuovo, rendere ogni giorno nuovo. Ebbene, Antonio scrive: «Che tenerezza! Ci diciamo sempre le stesse cose, eppure ogni volta risuonano come se fossero novità! […] Con lei accanto mi è così facile sentirmi felice: poter piangere insieme per le disgrazie, ma anche ridere insieme, quando è il caso, non è una realtà incredibile? Ci sentiamo sacramento dell’amore divino, che tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta: chi sono io per meritarmi tanta grazia?».

Giulia è piena d’acciacchi, profondamente segnata nel fisico: «Oggi potermi dedicare alle necessità della mia amata lo trovo straordinariamente stimolante. Ecco perché mi sento tanto fortunato in questo mio nuovo ruolo di badamante. L’amore è bello a tutte le età, ma da vecchi è superlativo. […] Non nego che ora sia rugosa e devastata qua e là da sfioriture maligne, ma lei non si lascia turbare perché, dice, si sente amata: tanto tanto amata. Per le limitazioni a gestire la casa, sovente dice di sentirsi una palla al piede, ma io amo la mia palla al piede, me la prendo in braccio e corro. […] Talvolta si sente un rudere, ma poi conviene con me che anche il Colosseo è un rudere, e tuttavia vengono a Roma da tutto il mondo per ammirarlo.

Questo libro scritto da un ottuagenario, sull’arte di amarsi da vecchi, non è però rivolto principalmente a dei lettori vecchi. È un libro per chi sta muovendo i primi passi in quel mondo ‘divino’ chiamato amore, un libro per chi sta imparando a dire ‘ti amo’, per chi comincia a sentire nella carne la ferita delle delusioni, dei tradimenti e delle conseguenze dell’amore. È un libro per quei giovani amanti che stanno imparando il faticoso vocabolario dell’amore.

Il viaggio tra queste pagine è come affidarsi ad un poeta ed esperto navigante che conosce le parole giuste per descrivere e raccontare cosa sta al largo dell’amore, della bellezza inconcepibile degli abissi, e in grado di assicurare che seppur in mezzo ai marosi è possibile rimanere a galla senza affondare, e rivedere ancora una volta l’ennesima alba sempre antica e sempre nuova. E lo racconta in particolare ai giovani amanti, che su piccole imbarcazioni da diporto, confondono spesso la passione con l’amore, il porto con l’oceano, un alito di vento con la tempesta.

Grazie caro Antonio, che anche a me prete, fai intuire il miracolo e la bellezza dell’amore coniugale. E ti chiedo scusa se noi professionisti di Dio il più delle volte siamo entrati, come guardie e ladri nel sacro recinto dell’amore, sporcandolo col nostro moralismo spesso inopportuno e invadente.

Che sensazione bella

star qui sdraiato accanto a te

pelle contro pelle.

E qual calore

sentire che avviluppa

il nostro cuore.

Il paradiso esiste, l’ho incontrato

stamane un flash mi è stato anticipato.

Quanto sei bella da vecchia sposa mia

Non mi stanco d’amarti, e così sia.