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L’uomo arde dal desiderio di Assoluto

«Il buon governo, se non è subordinato alla vera Trascendenza, scompare. L’iperpoliticizzazione anticristiana della Rivoluzione francese alla fine ha condotto alla depolicizzazione generalizzata. La cittadinanza chiusa all’Eterno degenera in teatrocazia (Platone). In assenza di quella tensione verso il Cielo che la nobilita, la politica è presto assorbita dall’economia, dalla spettacolarizzazione, dagli interessi particolari, dal culto di Adone o quello di Mammona, e presto si tramuta in tirannide, che può assumere forme diverse fino all’ultima che è la tirannia dei diritti dell’uomo nell’oblio di quelli di Dio, cioè quella di un individuo tiranno di se stesso ridotto a una bestia cinica, cieca e infelice, a una pecora senza pastore. 

L’autorità perde tutta la sua forza nel momento in cui non conduce più alla gioia ultima, perché è di tale gioia che abbiamo bisogno.

Una politica agnostica, che degrada la ragione a mero strumento di calcolo utilitaristico, promuovendo il relativismo morale e l’estetismo mondano, non predispone alla piena realizzazione della persona. L’istruzione pubblica, corrisponde esattamente a un massacro pianificato delle menti. In fin dei conti, poiché l’uomo, nonostante tutto, arde dal desiderio dell’assoluto, e i giovani che essa stessa ha formato non hanno imparato a coltivare questa caccia con giustizia e rigore, essa favorisce un’irruzione dell’irrazionale, con la sua triste sequela di suicidi, sette rimbecillenti e violenze fanatiche. Le nostre scuole, che con la scusa della laicità e della tolleranza ambiscono a mostrarsi irreligiose, si tramutano surrettiziamente in scuole coraniche o buddiste, quando non in seminari del Nulla» (Fabrice Hadjadj, La terra strada del cielo).

La terra strada del cielo

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Fabrice Hadjadj, La terra strada del cielo, Lindau

Fabrice Hadjadj, è uno dei più letti e seguiti filosofi francesi, autore di una decina di libri, tutti tradotti in italiano.

Nato nel 1971 da genitori ebrei di origini tunisine e convinzioni maoiste, si definisce “un ebreo di nome arabo e di confessione cattolica”.

Hadjadj è spesso in Italia per conferenze e Seminari, ma è leggendo i suoi testi che si rimane colpiti per la cultura sterminata e la profondità del suo argomentare. L’oggetto di studio è soprattutto l’uomo e la sua dimensione spirituale, il suo impegno politico, il suo essere legato alla terra come unico luogo di compimento ma anche la sua irrinunciabile dimensione trascendente che ne costituisce la dignità e grandezza.

In “La terra strada del cielo. Manuale dell’avventura dell’esistenza”, egli tesse un elogio della terra, della storia, del luogo dove si abita come una sorta di sacramento di salvezza.

«Dio è presente ovunque sulla terra, e specialmente, con la sua grazia, nei cuori miti e umili. Poiché è l’Altissimo, Egli è anche l’Infinitamente Basso. Poiché è il Trascendente, Egli è anche l’Onnipresente. Gli umili e i docili sanno che Egli fa sì che tutto concorra al loro Bene, che il sassolino nella scarpa, la pozzanghera, lo scoglio e il pantano sono, per così dire, l’anticamere della sua santa Dimora. Perciò si abbandonano alla sua Volontà. E, dove questa Volontà si compie, noi viviamo sulla terra come fossimo in cielo».