La Chiesa, il sassolino e i piedi d’argilla

«Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?» (Lc 6, 41).

Abbiamo lungo i secoli – noi ‘Chiesa ufficiale’ – perpetrato un vero e proprio ‘terrorismo spirituale’ nei confronti dei fedeli laici, riguardo una morale incentrata sul peccato, in particolare quello sessuale. Abbiamo ossessionato generazioni di persone, adolescenti, giovani coppie, adulti su ciò che non andava fatto, guardato, toccato, pensato. Tutto male, proibito, illecito, immorale.

Il sesso come cosa sporca, il corpo da castigare, l’amplesso solo per procreare, e il piacere non da cercarsi esplicitamente, ma al limite da accettarsi come conseguenza.

E abbiamo messo tra le file dei ‘peccatori’ ad esempio gli omosessuali e le coppie conviventi, salvo vivano da ‘fratelli e sorelle’.

Tutto è peccato, quasi tutto obbligatorio, il resto proibito. Abbiamo fomentato la paura dinanzi a quell’energia ‘atomica’ che è la sessualità, una paura di naufragare in questo mare sterminato, che ha impedito di fatto di imparare a nuotare, col risultato che generazioni di persone ora si trovano ad affogare in sensi di colpa, nevrosi e frustrazioni.

Non è perché la montagna è pericolosa che si vieta l’alpinismo. Si educa alla bellezza della montagna e si formano bravi alpinisti.

Nel buddhismo, ad esempio, non viene mai posta la domanda: «è permesso questo? È vietato questo?». Ma: «Sono disposto ad assumermi tutte le conseguenze del mio atto?». Noi Chiesa non abbiamo mai educato al senso di responsabilità. Tutto doveva essere insegnato dall’”alto”, anche come comportarsi sotto le lenzuola. Col risulto di aver partorito generazioni di cristiani infantili.

Ora la storia ha sollevato il velo su questo ‘alto’, su questa cattedra da cui son stati impartiti secoli di insegnamenti moralistici, sterili e paurosi. E a cascata ora si sciorinano numeri, statistiche e si ascoltano testimonianze, come di un racconto dell’orrore.

Leggo, solo a titolo di esempio, che in Pennsylvania mille bambini sono stati abusati da oltre 300 preti; in Germania 1.670 preti sono chiamati in causa per 3.677 bambini vittime di abusi; in Australia il 7% dei sacerdoti cattolici; in Cile l’intero episcopato si è visto costretto a dimettersi in blocco.

Abbiamo condotto crociate riguardo alle unioni di fatto, le convivenze, a quegli amori non suggellati dal vincolo matrimoniale, e ora leggo che le ultime ricerche sociologiche parlano di un 70% del clero che vive una relazione stabile (la maggioranza) o provvisoria, omosessuale (la maggioranza) o eterosessuale che sia.

E ancora, noi gente dell’’alto’, misogina, relegando da sempre ai margini della Chiesa la donna e le sue potenzialità, veniamo a sapere che si sta scoperchiando un altro vaso di Pandora, con il moltiplicarsi di denunce di abuso nei confronti di suore in varie parti del mondo, da parte del clero.

Il papa attuale afferma che una tra le cause fondamentali di tutto ciò è il clericalismo, o detto in altro modo abuso di potere, peccato originale – o cancro – di ogni istituzione.

Malattia di una Chiesa assisa lassù in alto, pronta a denunciare la pagliuzza nell’occhio del gregge affidatogli, spesso con toni duri, giudicanti, privi di misericordia. Una chiesa gerarchica, di stampo imperiale, dove vengono ancora usati termini come eccellenza, eminenza e monsignore. Solo l’altro ieri, considerando la storia millenaria della Chiesa, troviamo papa Pio X (1903-1914) che alla Chiesa di Francia scrive: «La Chiesa è per sua natura una società ineguale, cioè una società formata da due categorie di persone: i pastori e il gregge (…) Queste categorie sono così nettamente distinte fra loro, che solo nel corpo pastorale risiedono il diritto e l’autorità necessari per promuovere e indirizzare tutti i membri della società; quanto alla moltitudine non ha altro diritto che di lasciarsi guidare e seguire, come un docile gregge, i suoi pastori».

Oggi la concezione di Chiesa non è mutata di molto. È vero, si parla di comunione, ma senza alcun accenno di democrazia, lasciando trasparire così più autoritarismo che autorità, perché se l’autorità non s’impone, ma si riconosce, la Chiesa ha ancora bisogno d’imporsi per essere obbedita. La gerarchia è vero ascolta il parere della base, ma mai questa è stata invitata a prendere decisioni. E in un sinodo dei vescovi, ad esempio, è fuori da ogni logica immaginarsi che una donna invitata ai lavori – laica o consacrata che sia – possa godere anche del diritto di voto.

Ma poi la storia del libro del profeta Daniele narra che un sassolino piccolo piccolo, si stacca dal monte e colpisce i piedi d’argilla dell’immensa statua d’oro, d’argento e di bronzo, come racconta il famoso sogno di Nabucodonosor interpretato da Daniele. E tutto pare andare in pezzi.

Ma, fortunatamente, da qualche altra parte, una Chiesa che ha fatto di Cristo il proprio stile di vita, sta coltivando un altro sogno – quello che racconta di una piramide rovesciata, che sta in perfetto equilibrio poggiando con la punta a terra, nell’humus – da cui umiltà – la cui base è lassù in alto, stabile e fiera perché fondata semplicemente sul vangelo. E un segno di speranza si fa sempre più concreto, incarnato da un papa ‘venuto dalla fine del mondo’, che umile desidera tornare solo al vangelo.

21 thoughts on “La Chiesa, il sassolino e i piedi d’argilla

  1. consiglio di ascoltare cosa ne pensa e testimonia in diretta nella lettura quotidiana dei giornali, il Direttore della famosa Radio Mariana il giorno giovedì 28 febbraio 2019, si trova nella pagina web della suddetta, per capire in che direzioni umanamente, cristianamente, intellettualmente, nefaste ed IN-credibili, con chi si ha a che fare e come gli eventuali convertiti cui la “missione” del geniale imprenditore religioso assorbono l’insegnamento, dichiaratamente molto gradito da santa madre chiesa……….è veramente molto molto complicato rianimare un istituzione così profondamente non credibile proprio nelle sue componenti di maggior peso e richiamo……… se è possibile aggiungete a questa pagina coraggiosa e profondamente cristiana il file che ho citato……..sarebbe utile anche se pericoloso, ma Gesù di Nazaret ci vuole come lui, fino alle estreme conseguenze, Grazie di cuore, Gian Paolo Costanzo

  2. Grazie, don Paolo, per il coraggio di dire a voce alta queste verità scomode che qualcuno definisce ancora calunnie e solo un danno per la Chiesa, mentre io credo che ammettere gli errori sia un grande segno di umiltà e di profonda volontà di tornare al Vangelo, dove e come ci sta guidando il grande Papa Francesco. Se ci sentiamo veramente parte della Chiesa soffriamo per i suoi errori, ma nasconderli o negarli ci impedisce certamente di essere credibili e di crescere come cristiani. Grazie ancora degli stimoli e del sostegno che ci offri in questo cammino non facile che porterà al rovesciamento della piramide!

  3. Grazie per la boccata di ossigeno ricevuta durante il mio personale percorso spirituale di liberazione, visto che faccio parte di una delle generazioni ossessionate…
    Anche il tuo ultimo libro sulla Quaresima mi ha offerto dei punti di riflessione tutt’altro che banali.
    Anna Gallotti

  4. Grazie per aver detto la verità.
    assistiamo increduli e sgomenti alla sfilata di questi sporcaccioni che hanno danneggiato così crudelmente i nostri bambini, le donne, la fede
    la cosa terribile è che questo comportamento denota chiaramente che questi non ci credono davvero a Gesù Cristo.
    Mi ha sempre dettato un senso di sospetto il fatto che si accanissero così tanto contro il sesso, e non contro altri temi ben più meritevoli di attenzione: l’uso dei soldi, il potere, i poveri, le guerre, la violenza.
    Ora è chiaro il perchè: è l’unico tema che davvero li riguarda.
    Puliamo le stalle di augia, e buttiamo fuori questi cialtroni e le loro porcate.

  5. Ciao Paolo! Sono fiero di Te! Continua su questa strada! Un abbraccio da un tuo ex compagno di filosofia della FIST…ora Teologo Morale…

  6. Caro don Squizzato, io penso che la Chiesa sia santa e peccatrice.
    Cristo è venuto per i malati, i sani non hanno bisogno del medico.
    Egli ha perdonato l’adultera, condannando il peccato,
    Certo è difficile aver misericordia, se siamo abituati sempre a puntare il dito.
    I termini eccellenza, eminenza, monsignore sono pari a dottore, professore e cavaliere: non ci trovo alcunché di scandaloso.
    Portato all’estremo, il suo ragionamento eliminerebbe anche il termine Papa.
    Tengo a precisare che anch’io condanno la pedofilia e ogni genere di abusi o violenza contro bambini, giovani e donne (suore o laiche).
    È da anni che la Chiesa considera il matrimonio mettendo al centro l’amore vicendevole degli sposi e non più la procreazione, quindi anche l’atto sessuale è visto in questi termini.
    Lasciamo il giudizio al Signore e noi amiamoci e perdoniamoci a vicenda, come ci detto Gesù.
    Saluti e buona Quaresima.
    Deo gratias

  7. Egregio Pier Carlo, la riflessione di Don Paolo è molto chiara, netta, esplicita, coraggiosa, non lascia spazio a fraintendimenti……….sulle tematiche indicate , Lei cosa ne pensa? sia meno democristiano nell’esprimersi, ci dica cosa pensa realmente, il suo cuore…..il suo cuore cosa dice? e cosa pensa possa dire il cuore di di un innamorato/innamorata omosessuale, di risposati, conviventi, è un cuore sporco? in difetto? da redimere? che dovrà espiare? che dovrà meritare il premio eterno? che necessita di supplementi di dolore ed espiazione anche dopo la morte? il Signore è stato chiaro su certe tematiche ma secondo le linee pastorali pare abbia mai fatto sapere nulla su certe cose, potere incluso anzi potere su tutto…..è salito sulla croce per avuto l’integrità di porsi chiaramente contro questo tipo di logiche, ha minacciato il potere, ed il potere ha reagito…….ma noi ci ritroviamo qui millenni dopo con migliaia di trattati teologici ed un catechismo ed una liturgia che ci racconta che si è immolato come agnello sacrificale, e facciamo Eucarestia pensando e dichiarando e credendo che Gesù è presente……ma come dice il nostro Don Paolo, santifichiamo e celebriamo con tutti i crismi un pezzo di pane e lo bestemmiamo nella carne dell’altro, c’è più Dio in un’ostia consacrata o nella carne di un fratello ignorato, emarginato, escluso, non degno di accostarsi ai sacramenti, c’è meno Gesù in un suicida cui il Dio immaginato ovviamente non risponde, e risuona con strazio quel doloroso grido pronunciato Eloi Eloi Lema Sabactani!!! che si è autoappeso perchè i nostri silenzi, egoismi, cecità e sordità, abusi di potere lo hanno escluso e schiacciato…….. il suo cuore cosa le dice?

  8. Grazie Don Paolo , di renderci partecipi del tuo pensiero, che condivido pienamente, del tuo coraggio che percepisco come un sospiro di sollievo finalmente. Non facile questa introspezione ma, dovuta, per rendere merito a tutte quelle situazioni e persone che nel tempo hanno dovuto sottostare e sopportare soprusi e infamie da chi certamente non si aspettavano.
    Prego il Signore di conservarci a lungo Papa Francesco e di dargli la forza per continuare su questa strada e coinvolgere sempre più persone , che siano clero o laici , a perseguire il volere di Dio nel rispetto e nell’amore della persona.
    Un caro saluto. Antonella

  9. Grazie Don Paolo ,queste ed altre lette di suoi interventi hanno trovato grande risonanza nel mio cuore. Questo è il tipo di pensiero che mi sento di condividere. L’altra Chiesa, quella bigotta e conservatrice che va dicendo che chi la pensa diversamente è un eretico, non mi appartiene più. Grazie, questa sera verrò a sentirla al Circolo dei lettori di Torino.

  10. Io non solo teóloga morale e credo diciamo in un giudizio finale che sarà certamente molto diverso da come ce lo possiamo immaginare.
    Ma dato che immaginare è un modo per pensare ciò che non conosciamo non credo sia sbagliato immaginarlo in qualche modo.
    E io lo immagino un momento in cui ci verrà chiesto prima di tutto cosa abbiamo fatto dei talenti ricevuti.
    Cosa ho fatto dei cinque talenti che ho ricevuto io e cioè
    Salute fisica
    Salute mentale
    Una famiglia
    Uno stato democratico
    Intelligenza
    E quindi immagino mi sarà chiesto cosa ho fatto del tempo del denaro della forza fisica e mentale.
    E cosa ho fatto con il corpo certo anche questo. Lho usato per amare o per usare il prossimo?
    La morale che si ferma al letto è molto limitata. In camera da letto c’è l’armadio. Nell’armadio i vestiti. Chi ha fatto i miei vestiti? È il nome di una campagna internazionale che cerca di far capire lo sfruttamento del settore moda e tessile nel mondo. Usciamo poi dalla camera da letto e andiamo in cucina. Lì si apre un mondo di possibilità di scelta tra prodotti coltivati da schiavi o da persone libere. Perché la schiavitù di fatto nelle piantagioni di banane esiste. Nelle piantagioni di caffè esiste. Compriamo senza chiederci nulla? Consumiamo cacao raccolto da bambini schiavi?
    In questo giudizio che non sappiamo come sarà credo che vi saranno tante domande inaspettate. E alla fine sì anche qualche domanda su cosa abbiamo fatto a letto.
    Ma alla fine. Come si va a letto alla fine di una giornata piena di possibilità di scegliere il bene e non il male.

  11. Egregio Gian Paolo, forse non mi sono ben spiegato, ma ho precisato che condanno le azioni terribili, meglio chiamarle con il giusto nome di reati. I rei daranno giudicati dalla giustizia ordinaria. È mistero della Fede che, il pane e vino consacrati sono il Corpo e il Sangue di Gesù, così come, nella liturgia della Parola Cristo Parola del Padre, Cristo ci nutre con la Sua Parola, che è Parola di vita. Cristo ci ha anche detto:”Ama Dio con tutto il cuore e il prossimo tuo come te stesso.” e ” I poveri li avrete sempre con voi’. Chi sono questi poveri? certo non sono solo quelli ai quali manca il necessario per vivere, ma anche i poveri in Spirito, categoria alla quale appartengono coloro che hanno compiuto le azioni terribili, che io condanno. Cristo ci ha detto anche:” Amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi odiano.” Un invito molto difficile da mettere in pratica, anche per me, ma questa è la vera rivoluzione: quella dell’Amore. Questo è ciò che mi dice il cuore e la Fede in Cristo, che è morto e risorto per tutti, giusti e ingiusti, buoni e cattivi.

  12. Io non mi sento affatto a posto, proprio sull’esempio di Gesù, a condannare i rei, e non mi scandalizzo, ma deciso mi oppongo all’ipocrisia gerarchica, quella che schiaccia e decide, siamo sicuri e serenamente convinti che molti dei reati di abusi nello specifico interni al sistema ecclesiastico, non siano effetti gravissimi indotti da una illogica e moralistica e deleterea politica vaticana, che opprime invece di espandere le potenzialità di amore proprio e in primis ai propri membri, i dati citati sambrano proprio affermare questo, che molte vite consacrate e spese nell’amore e nella testimonianza del Vangelo, necessitano di una espansione di vita e non di violenta mortificazione della carne, che di conseguenza porta o a risposte di identica ipocrisia ovvero vivo in maniera clandestina la mia sessualità o peggio la sfogo come mi capita e con ciò che le circostanze mi offrono……attenzione che gli effetti hanno sempre cause scatenanti…….Gesù ci ha testimoniato amore infinito per l’umanità e la vita e ferma opposizione alle “ipocrisie” e norme sopratutto quelle “presunte Divine” che non potenziano e liberano………ci ha rivelato modalità di manifestazione del divino e modalità di manifestazione da risorto………nelle beatitudini vissute, lui si manifesterà sempre, sarò sempre con voi, è con noi nella prassi di una vita spesa…….nel compimento delle nostre potenzialità, sessualità condivisa liberamente espressa compresa……credibilità, ci vuole credibilità per avere una chiesa libera e piena, in cui l’umanità si sente a casa, nella casa del padre, e nella fratellanza di figli di Dio

  13. La Chiesa Cattolica è molto più che un coacervo di peccatori indegni, leggo in questo caso la Gerarchia, che ha traviato e compromesso generazioni di fedeli, tutti altrimenti devoti, liberi, cristiani adulti e consapevoli; mai si nomina il “gregge” , che pare solo subire decisioni dall’alto, senza possedere il benché minimo spirito critico; La Chiesa , è adunanza di popolo, comunità, e come in tutte le comunità i membri sono differenti e diversi, con sensibilità opposte, a volte divergenti. Essa è piramidale, che piaccia o no, affatto democratica, come mai potrebbe essere. la Chiesa esiste in questa forma per mandato Divino, ed il Sacerdozio Episcopale è per successione Apostolica. Chi sbaglia – e pare siano tanti – subirà il Giudizio. Ho rammentato solo alcune delle Verità di Fede che ci permettono di restare nel “recinto” di Santa Madre Chiesa, ma non vorrei essere indicato come pre-conciliare, oscurantista e tradizionalista, nel ricordare che la Chiesa è Corpo Mistico di Cristo, che è inerrante, che Pietro è il “dolce vicario di Cristo in terra” , e che un Sacerdote seppur in peccato mortale ( spero mi si consentita questa espressione medioevale) può amministrare i Sacramenti. Abbiamo in vita un orizzonte temporale, terminato il quale si dischiude l’eternità in Cristo, possiamo continuare a tranciare giudizi, spaccare in mille pezzi la Chiesa, durante questa vita, o affidarci alla Potestà di Cristo, attraverso la preghiera al Padre, le opere di misericordia, l’apostolato; pregare soprattutto per i Sacerdoti, anziché ( magari anche a ragion veduta, certo) criticarli e condannarli. Ciò che è scandalo, soprattutto da parte di un consacrato sarà retribuito nella giusta misura da Cristo, in vita ci penserà la giustizia dell’uomo. Nostro compito, quello dei Cristiani “consapevoli” è mirare alla santità, operando in vista dell’eternità; anche se pare oramai desueto, vi sarà una retribuzione. e sarà personale, non comunitaria. Preghiamo per la Chiesa, il Santo Padre, i Pastori della Barca di Pietro, certi che il Comandante in Capo della flotta mai lascia i suoi figli senza guida certa ed ispirata.

  14. e però nel discorso che lei propone Giacomo, i conti non tornano…..quando Gesù liberava (guariva) e dava scandalo proponendo questa prospettiva di Regno, aperto a tutti, a tutti i popoli e le genti, Giudei, Pagani, Umanità, spalancava “il recinto” meglio dire le prigioni che la religione, le autorità religiose (scribi, farisei, dottori della legge) ponevano su umanità certamente peccatrice ma con il peso dell’indegnità……..Gesù ha chiamato alla realizzazione del regno di Dio, liberando anche da quelle norme “presunte divine” che non erano al servizio dell’uomo, al suo sbocciare, compiersi, in sintesi alla sua piena felicità-dignità……..ed è quantomeno curioso per non dire vergognoso che nel corso dei secoli la nuova chiesa, quella fondata in Cristo abbia magicamente ricreato quelle condizioni che Gesù ha “smantellato”e pochi avevano compreso a partire dai “suoi” i familiari……”Maria e la cerchia familiare andarono a prenderlo perchè era fuori di sè”……probabile che non fossero così pienamente consapevoli o convinti del suo mandato divino e della sua incarnazione divina, ma nei secoli abbiamo addirittura innalzato la Maria di Nazaret a ‘corredentrice’ e gli Apostoli certamente credevano nella rivoluzione di Gesù, ma certamente fino alla crocifissione non all’insegna di una amore gratuito e liberante……..le parabole, sul Padre, sul fico……tutte rivelazioni ed insegnamenti che spazzano via l’idea di un Dio immaginato onnipotente, padrone, da compiacere, da lodare da servi…… la Lavanda Dei Piedi, capolavoro cristico di inaudita trasgressione e deflagrazione è misteriosamente restato un simbolico rito della settimana santa, rito e non prassi quotidiana, perchè? perchè la chiesa ha ricreato condizioni di indegnità ai sacramenti (escludere) quando Gesù altro non ha fatto che abbracciare ed includere…..Perchè? perchè se Gesù ha scandalizzato facendo festa con gli esclusi del tempo, con gli indegni, la chiesa ritiene prassi dovuta sti percorsi e rituali di digiuni, mortificazioni, espiazioni, non solo in vita ma anche dopo la morte, giudizio immediato e poi gloria, sovraccarico di supplizio parziale o addirittura eterno……..perchè Gesù non ci ha chiaramente prospettato queste realtà anzi, è sempre andato in direzione “ostinata e contraria” perchè la nostra santa madre chiesa ha fatto suoi e considera fondamenti del credere, prassi e percorso di testimonianza e realizzazione del regno così poco impregnati di spirito cristiano……a me pare che in molte delle proposte anzi imposizioni insindacabili e dogmatiche altro regno da realizzare non sia altro che il “proprio”, certamente regno ma divino per niente…….Credibilità, ci vuole credibilità, cuore, coraggio, fede è adesione a Cristo, allo scandalo e alla libertà, esporsi in prima persona alla realizzazione di una società più giusta, godibile e che permette all’umanità di realizzare le proprie potenzialità supportata dalla benefica condivisione tra fratelli e dal soffio vivificante dello Spirito Divino…….ma è più semplice e meno impegnativo convincerci/convincersi ad operare in prospettiva di retribuzioni eterne che di fatto rinunciare al potere personale o collettivo ed egoico che fare della propria vita Vangelo ed incarnare “le beatitudini”, Gesù il paradiso per l’umanità lo prospettava e riteneva possibile eccome……..qui, ma la società in cui viviamo o sopravviviamo è orientata in tutt’altra direzione, molto del mondo cristianizzato occidentale per lo meno battezzato è orientato in questo senso per molti sotto il dominio di Satana, questo “comodo” colpevole e capro espiatorio per deresponsabilizzarci ulteriormente, non è questo indice di un fallimentare e poco credibile modo di portare Cristo ed il suo messaggio al cuore dell’uomo?…….a me i conti non tornano….per niente

  15. E’ molto difficile, articolato e complesso poter rispondere in poche righe, e circostanziare i fatti, perché di fatti si tratta e non di desiderata, (i nostri) che traguardano l’umano sentire ed un ideale di giustizia che non può essere di questo mondo. Abbiamo molte possibilità di poter scegliere e sottendere al nostro personale discernimento sul come intendere la Rivelazione, e tutto ciò che ne deriva: se essa sia rappresentabile attraverso un vago sentimento sotteso al moto della coscienza, e quindi mutabile secondo profeti – i più diversi dei nostri tempi – o , di contro secondo ciò che è Deposito della Fede. Vede , Gian Paolo, io sono d’accordo con Lei, se analizzo tutto secondo un pensiero orizzontale, l’uomo nella Chiesa di Cristo ne ha combinate di ogni specie e colore, certamente, è sufficiente leggere la storia; ma io guardo alla Chiesa come ad una Divina Istituzione, non riesco proprio a farne a meno, e rilevo come in 20 secoli vi siano state migliaia e migliaia di persone Sante, quelle vere, i Santi “da Paradiso”, a partire dai Santi Martiri, per finire ai giorni nostri con Padre Pio, passando per San Francesco, Santa Veronica Giuliani , San Luigi Maria Grignon de Montfort, ed moltissimi altri. Quasi mai la Chiesa -in verità in pochi luminosi casi- fu rappresentata nella Santità dai Papi regnanti, tanto meno dall’Episcopato, -che di quella Santità sono stati caso mai sovente i censori, e troppe volte gli ostacoli, salvo poi riconsecerla per effetto dell’inerranza che è cifra costitutiva della Chiesa di Gesù. Ciascuno di noi è chiamato in prima persona ad essere figli nel Figlio, non a giudicare la Chiesa, non a cercare di cambiarla, non a produrre nuove e sconcertanti teologie, assumendo per valide ideologie da spicciola psico analisi contemporanea, ponendo l’uomo al centro, queste si umane e parziali; a questo ci hanno pensato i protestanti di ogni ordine e specie, fin al 1500, spaccando in mille rivoli, la cristianità e non unendo. E’ Cristo al centro, lo è nella famiglia, lo è nella società ( per un cattolico) non lo siamo noi. Alla Chiesa di Roma possono essere ascritti molti limiti, mai però limiti che ne riducano il messaggio della Salvezza a mero interesse di parte, e per fare questo occorre una analisi dei fatti che tenga conto a priori – proprio così il termine esatto è : “a priori” della inerranza della Chiesa. Ho ascoltato e letto diverse catechesi che si possono trovare su questo blog, e su questo sito, e devo confessarle, che ho notato più di una lacuna, alcune davvero singolari; se parto dall’assunto per il quale nei Vangeli non tutto è stato esplicitato in modo chiaro ed intellegibile, prendo atto di una verità incontrovertibile, vi sono passi che lasciano perplessi, sembrano a prima lettura contraddittori, difficili da “far tornare” , secondo la nostra logica, la logica umana, il buon senso; ma se poi guardo a come lo Spirito Santo ha agito nei secoli, e ne ho facoltà sempre secondo la disposizione dell’intelletto, allora la luce inizia a farsi strada. Spiace dovere leggere da un Cattolico una riduzione ai minimi termini della Santa Vergine, ovvero una rivisitazione della Onnipotenza di Dio, spiace ancor più se ad affermarlo è un Sacerdote, un uomo consacrato a Dio, Ministro di quel Dio che lo ha creato e voluto, libero ed autodeterminato, nel dire la Verità, come nel sottendere ai propri convincimenti la Parola di Dio. Cristo , così come la Vergine si manifestano ai semplici, ai puri di cuore, agli umili. Ecco ritengo che sia la semplicità nell’accogliere Gesù, che faccia la differenza, oggi come ieri ed anche domani. Non temiamo, la Chiesa sopravviverà a questo tempo, e per molto tempo ancora, nonostante le nostre congetture, i nostri dubbi, e le nostre perplessità. Cristo ci ha dato lo Spirito Santo, lo Spirito di Consolazione, di conforto, di aiuto, nei dubbi e nelle peripezie dell’esistenza, ed una Avvocata presso il Padre che è la Vergine Maria. Preghiamola, recitiamo il Santo Rosario ogni giorno in famiglia, partecipiamo alla Santa Messa, Comunichiamoci, tutto il resto il Padre lo darà in sovrappiù, in abbondanza, se ci affideremo senza sovrastrutture alla Misericordia di Dio, il Suo pensiero non è quello dell’uomo, ed il Suo tempo non è il nostro. Solo Dio sa, solo Lui provvede.

  16. Idoli Idoli Idoli, la chiesa continua e propone in primis IDOLI, da innalzare agli onori degli altari, da invocare, supplicare, convincere, attirare, a cui affidarci nella disperazione della nostra finitezza, a cui attingere per trovare se non proprio soluzioni definitive almeno parziale sollievo, i “TAPPABUCHI” come dice Don Paolo ……..Poi però vi è Gesù in piena agonia, che “santifica di persona” guarda caso chi? un “maledetto” inchiodato al legno come lui……….che coraggio e rivelazione del nostro “Signore”…….quando la chiesa dichiarerà Santo un ladrone inchiodato, un escluso, un non degno dei sacramenti, magari un inchiodato orizzontalmente ad un letto per decenni che chiede pace per se ed i propri cari perchè non ne può più e tutti i Santi del paradiso Vergine Maria compresa indorati, incensati, e devotamente implorati sembrano essere ciechi sordi e muti, un Welby qualunque per intenderci, per me sarà “in Cristo” e “con Cristo” credibile, non le ricorda niente ?”«Andate e imparate che cosa vuol dire: misericordia io voglio e non sacrificio» (Mt 9,13), La misericordia è fondamentale, ma sopratutto la nostra! quella di Dio è certa la nostra molto meno, quale comunione, rosario, novena………devozione, se poi mi ripeto, lo bestemmiamo nella carne di un fratello, smarrito e schiacciato, perduto, a cui non tendiamo la mano………il cuore, è tutto lì, il bene, il male, Gesù e Maria…..è quello il luogo dove si manifestano e rispondono alle chiamate ed invocazioni….e dal cuore che parte la rivoluzione del Vangelo , ed il piccolo seme…………ma qui siamo su un piano ed una dimensione di spiritualità e concretezza del vissuto non di religiosità e ritualità propiziatoria…….quella che tanto è di preoccupazione a santa madre chiesa………ma fortunatamente, da qualche parte………

  17. Forse si trova in un momento di profonda riflessione e discernimento, come si dice in questi tempi. Prego per lei, che possa trovare la Pace in Cristo; fraternamente le stringo la mano, e la affido alla Vergine. Buona vita.

  18. Grazie Giacomo di cuore, mai stato più sereno e innamorato della vita e di Gesu e Maria come in questi tempi…..preghi CON me, questa è la cosa più vera che possiamo fare, insieme……anche a lei buon cammino

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