La Chiesa, il sassolino e i piedi d’argilla

«Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?» (Lc 6, 41).

Abbiamo lungo i secoli – noi ‘Chiesa ufficiale’ – perpetrato un vero e proprio ‘terrorismo spirituale’ nei confronti dei fedeli laici, riguardo una morale incentrata sul peccato, in particolare quello sessuale. Abbiamo ossessionato generazioni di persone, adolescenti, giovani coppie, adulti su ciò che non andava fatto, guardato, toccato, pensato. Tutto male, proibito, illecito, immorale.

Il sesso come cosa sporca, il corpo da castigare, l’amplesso solo per procreare, e il piacere non da cercarsi esplicitamente, ma al limite da accettarsi come conseguenza.

E abbiamo messo tra le file dei ‘peccatori’ ad esempio gli omosessuali e le coppie conviventi, salvo vivano da ‘fratelli e sorelle’.

Tutto è peccato, quasi tutto obbligatorio, il resto proibito. Abbiamo fomentato la paura dinanzi a quell’energia ‘atomica’ che è la sessualità, una paura di naufragare in questo mare sterminato, che ha impedito di fatto di imparare a nuotare, col risultato che generazioni di persone ora si trovano ad affogare in sensi di colpa, nevrosi e frustrazioni.

Non è perché la montagna è pericolosa che si vieta l’alpinismo. Si educa alla bellezza della montagna e si formano bravi alpinisti.

Nel buddhismo, ad esempio, non viene mai posta la domanda: «è permesso questo? È vietato questo?». Ma: «Sono disposto ad assumermi tutte le conseguenze del mio atto?». Noi Chiesa non abbiamo mai educato al senso di responsabilità. Tutto doveva essere insegnato dall’”alto”, anche come comportarsi sotto le lenzuola. Col risulto di aver partorito generazioni di cristiani infantili.

Ora la storia ha sollevato il velo su questo ‘alto’, su questa cattedra da cui son stati impartiti secoli di insegnamenti moralistici, sterili e paurosi. E a cascata ora si sciorinano numeri, statistiche e si ascoltano testimonianze, come di un racconto dell’orrore.

Leggo, solo a titolo di esempio, che in Pennsylvania mille bambini sono stati abusati da oltre 300 preti; in Germania 1.670 preti sono chiamati in causa per 3.677 bambini vittime di abusi; in Australia il 7% dei sacerdoti cattolici; in Cile l’intero episcopato si è visto costretto a dimettersi in blocco.

Abbiamo condotto crociate riguardo alle unioni di fatto, le convivenze, a quegli amori non suggellati dal vincolo matrimoniale, e ora leggo che le ultime ricerche sociologiche parlano di un 70% del clero che vive una relazione stabile (la maggioranza) o provvisoria, omosessuale (la maggioranza) o eterosessuale che sia.

E ancora, noi gente dell’’alto’, misogina, relegando da sempre ai margini della Chiesa la donna e le sue potenzialità, veniamo a sapere che si sta scoperchiando un altro vaso di Pandora, con il moltiplicarsi di denunce di abuso nei confronti di suore in varie parti del mondo, da parte del clero.

Il papa attuale afferma che una tra le cause fondamentali di tutto ciò è il clericalismo, o detto in altro modo abuso di potere, peccato originale – o cancro – di ogni istituzione.

Malattia di una Chiesa assisa lassù in alto, pronta a denunciare la pagliuzza nell’occhio del gregge affidatogli, spesso con toni duri, giudicanti, privi di misericordia. Una chiesa gerarchica, di stampo imperiale, dove vengono ancora usati termini come eccellenza, eminenza e monsignore. Solo l’altro ieri, considerando la storia millenaria della Chiesa, troviamo papa Pio X (1903-1914) che alla Chiesa di Francia scrive: «La Chiesa è per sua natura una società ineguale, cioè una società formata da due categorie di persone: i pastori e il gregge (…) Queste categorie sono così nettamente distinte fra loro, che solo nel corpo pastorale risiedono il diritto e l’autorità necessari per promuovere e indirizzare tutti i membri della società; quanto alla moltitudine non ha altro diritto che di lasciarsi guidare e seguire, come un docile gregge, i suoi pastori».

Oggi la concezione di Chiesa non è mutata di molto. È vero, si parla di comunione, ma senza alcun accenno di democrazia, lasciando trasparire così più autoritarismo che autorità, perché se l’autorità non s’impone, ma si riconosce, la Chiesa ha ancora bisogno d’imporsi per essere obbedita. La gerarchia è vero ascolta il parere della base, ma mai questa è stata invitata a prendere decisioni. E in un sinodo dei vescovi, ad esempio, è fuori da ogni logica immaginarsi che una donna invitata ai lavori – laica o consacrata che sia – possa godere anche del diritto di voto.

Ma poi la storia del libro del profeta Daniele narra che un sassolino piccolo piccolo, si stacca dal monte e colpisce i piedi d’argilla dell’immensa statua d’oro, d’argento e di bronzo, come racconta il famoso sogno di Nabucodonosor interpretato da Daniele. E tutto pare andare in pezzi.

Ma, fortunatamente, da qualche altra parte, una Chiesa che ha fatto di Cristo il proprio stile di vita, sta coltivando un altro sogno – quello che racconta di una piramide rovesciata, che sta in perfetto equilibrio poggiando con la punta a terra, nell’humus – da cui umiltà – la cui base è lassù in alto, stabile e fiera perché fondata semplicemente sul vangelo. E un segno di speranza si fa sempre più concreto, incarnato da un papa ‘venuto dalla fine del mondo’, che umile desidera tornare solo al vangelo.

13 thoughts on “La Chiesa, il sassolino e i piedi d’argilla

  1. consiglio di ascoltare cosa ne pensa e testimonia in diretta nella lettura quotidiana dei giornali, il Direttore della famosa Radio Mariana il giorno giovedì 28 febbraio 2019, si trova nella pagina web della suddetta, per capire in che direzioni umanamente, cristianamente, intellettualmente, nefaste ed IN-credibili, con chi si ha a che fare e come gli eventuali convertiti cui la “missione” del geniale imprenditore religioso assorbono l’insegnamento, dichiaratamente molto gradito da santa madre chiesa……….è veramente molto molto complicato rianimare un istituzione così profondamente non credibile proprio nelle sue componenti di maggior peso e richiamo……… se è possibile aggiungete a questa pagina coraggiosa e profondamente cristiana il file che ho citato……..sarebbe utile anche se pericoloso, ma Gesù di Nazaret ci vuole come lui, fino alle estreme conseguenze, Grazie di cuore, Gian Paolo Costanzo

  2. Grazie, don Paolo, per il coraggio di dire a voce alta queste verità scomode che qualcuno definisce ancora calunnie e solo un danno per la Chiesa, mentre io credo che ammettere gli errori sia un grande segno di umiltà e di profonda volontà di tornare al Vangelo, dove e come ci sta guidando il grande Papa Francesco. Se ci sentiamo veramente parte della Chiesa soffriamo per i suoi errori, ma nasconderli o negarli ci impedisce certamente di essere credibili e di crescere come cristiani. Grazie ancora degli stimoli e del sostegno che ci offri in questo cammino non facile che porterà al rovesciamento della piramide!

  3. Grazie per la boccata di ossigeno ricevuta durante il mio personale percorso spirituale di liberazione, visto che faccio parte di una delle generazioni ossessionate…
    Anche il tuo ultimo libro sulla Quaresima mi ha offerto dei punti di riflessione tutt’altro che banali.
    Anna Gallotti

  4. Grazie per aver detto la verità.
    assistiamo increduli e sgomenti alla sfilata di questi sporcaccioni che hanno danneggiato così crudelmente i nostri bambini, le donne, la fede
    la cosa terribile è che questo comportamento denota chiaramente che questi non ci credono davvero a Gesù Cristo.
    Mi ha sempre dettato un senso di sospetto il fatto che si accanissero così tanto contro il sesso, e non contro altri temi ben più meritevoli di attenzione: l’uso dei soldi, il potere, i poveri, le guerre, la violenza.
    Ora è chiaro il perchè: è l’unico tema che davvero li riguarda.
    Puliamo le stalle di augia, e buttiamo fuori questi cialtroni e le loro porcate.

  5. Ciao Paolo! Sono fiero di Te! Continua su questa strada! Un abbraccio da un tuo ex compagno di filosofia della FIST…ora Teologo Morale…

  6. Caro don Squizzato, io penso che la Chiesa sia santa e peccatrice.
    Cristo è venuto per i malati, i sani non hanno bisogno del medico.
    Egli ha perdonato l’adultera, condannando il peccato,
    Certo è difficile aver misericordia, se siamo abituati sempre a puntare il dito.
    I termini eccellenza, eminenza, monsignore sono pari a dottore, professore e cavaliere: non ci trovo alcunché di scandaloso.
    Portato all’estremo, il suo ragionamento eliminerebbe anche il termine Papa.
    Tengo a precisare che anch’io condanno la pedofilia e ogni genere di abusi o violenza contro bambini, giovani e donne (suore o laiche).
    È da anni che la Chiesa considera il matrimonio mettendo al centro l’amore vicendevole degli sposi e non più la procreazione, quindi anche l’atto sessuale è visto in questi termini.
    Lasciamo il giudizio al Signore e noi amiamoci e perdoniamoci a vicenda, come ci detto Gesù.
    Saluti e buona Quaresima.
    Deo gratias

  7. Egregio Pier Carlo, la riflessione di Don Paolo è molto chiara, netta, esplicita, coraggiosa, non lascia spazio a fraintendimenti……….sulle tematiche indicate , Lei cosa ne pensa? sia meno democristiano nell’esprimersi, ci dica cosa pensa realmente, il suo cuore…..il suo cuore cosa dice? e cosa pensa possa dire il cuore di di un innamorato/innamorata omosessuale, di risposati, conviventi, è un cuore sporco? in difetto? da redimere? che dovrà espiare? che dovrà meritare il premio eterno? che necessita di supplementi di dolore ed espiazione anche dopo la morte? il Signore è stato chiaro su certe tematiche ma secondo le linee pastorali pare abbia mai fatto sapere nulla su certe cose, potere incluso anzi potere su tutto…..è salito sulla croce per avuto l’integrità di porsi chiaramente contro questo tipo di logiche, ha minacciato il potere, ed il potere ha reagito…….ma noi ci ritroviamo qui millenni dopo con migliaia di trattati teologici ed un catechismo ed una liturgia che ci racconta che si è immolato come agnello sacrificale, e facciamo Eucarestia pensando e dichiarando e credendo che Gesù è presente……ma come dice il nostro Don Paolo, santifichiamo e celebriamo con tutti i crismi un pezzo di pane e lo bestemmiamo nella carne dell’altro, c’è più Dio in un’ostia consacrata o nella carne di un fratello ignorato, emarginato, escluso, non degno di accostarsi ai sacramenti, c’è meno Gesù in un suicida cui il Dio immaginato ovviamente non risponde, e risuona con strazio quel doloroso grido pronunciato Eloi Eloi Lema Sabactani!!! che si è autoappeso perchè i nostri silenzi, egoismi, cecità e sordità, abusi di potere lo hanno escluso e schiacciato…….. il suo cuore cosa le dice?

  8. Grazie Don Paolo , di renderci partecipi del tuo pensiero, che condivido pienamente, del tuo coraggio che percepisco come un sospiro di sollievo finalmente. Non facile questa introspezione ma, dovuta, per rendere merito a tutte quelle situazioni e persone che nel tempo hanno dovuto sottostare e sopportare soprusi e infamie da chi certamente non si aspettavano.
    Prego il Signore di conservarci a lungo Papa Francesco e di dargli la forza per continuare su questa strada e coinvolgere sempre più persone , che siano clero o laici , a perseguire il volere di Dio nel rispetto e nell’amore della persona.
    Un caro saluto. Antonella

  9. Grazie Don Paolo ,queste ed altre lette di suoi interventi hanno trovato grande risonanza nel mio cuore. Questo è il tipo di pensiero che mi sento di condividere. L’altra Chiesa, quella bigotta e conservatrice che va dicendo che chi la pensa diversamente è un eretico, non mi appartiene più. Grazie, questa sera verrò a sentirla al Circolo dei lettori di Torino.

  10. Io non solo teóloga morale e credo diciamo in un giudizio finale che sarà certamente molto diverso da come ce lo possiamo immaginare.
    Ma dato che immaginare è un modo per pensare ciò che non conosciamo non credo sia sbagliato immaginarlo in qualche modo.
    E io lo immagino un momento in cui ci verrà chiesto prima di tutto cosa abbiamo fatto dei talenti ricevuti.
    Cosa ho fatto dei cinque talenti che ho ricevuto io e cioè
    Salute fisica
    Salute mentale
    Una famiglia
    Uno stato democratico
    Intelligenza
    E quindi immagino mi sarà chiesto cosa ho fatto del tempo del denaro della forza fisica e mentale.
    E cosa ho fatto con il corpo certo anche questo. Lho usato per amare o per usare il prossimo?
    La morale che si ferma al letto è molto limitata. In camera da letto c’è l’armadio. Nell’armadio i vestiti. Chi ha fatto i miei vestiti? È il nome di una campagna internazionale che cerca di far capire lo sfruttamento del settore moda e tessile nel mondo. Usciamo poi dalla camera da letto e andiamo in cucina. Lì si apre un mondo di possibilità di scelta tra prodotti coltivati da schiavi o da persone libere. Perché la schiavitù di fatto nelle piantagioni di banane esiste. Nelle piantagioni di caffè esiste. Compriamo senza chiederci nulla? Consumiamo cacao raccolto da bambini schiavi?
    In questo giudizio che non sappiamo come sarà credo che vi saranno tante domande inaspettate. E alla fine sì anche qualche domanda su cosa abbiamo fatto a letto.
    Ma alla fine. Come si va a letto alla fine di una giornata piena di possibilità di scegliere il bene e non il male.

  11. Egregio Gian Paolo, forse non mi sono ben spiegato, ma ho precisato che condanno le azioni terribili, meglio chiamarle con il giusto nome di reati. I rei daranno giudicati dalla giustizia ordinaria. È mistero della Fede che, il pane e vino consacrati sono il Corpo e il Sangue di Gesù, così come, nella liturgia della Parola Cristo Parola del Padre, Cristo ci nutre con la Sua Parola, che è Parola di vita. Cristo ci ha anche detto:”Ama Dio con tutto il cuore e il prossimo tuo come te stesso.” e ” I poveri li avrete sempre con voi’. Chi sono questi poveri? certo non sono solo quelli ai quali manca il necessario per vivere, ma anche i poveri in Spirito, categoria alla quale appartengono coloro che hanno compiuto le azioni terribili, che io condanno. Cristo ci ha detto anche:” Amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi odiano.” Un invito molto difficile da mettere in pratica, anche per me, ma questa è la vera rivoluzione: quella dell’Amore. Questo è ciò che mi dice il cuore e la Fede in Cristo, che è morto e risorto per tutti, giusti e ingiusti, buoni e cattivi.

  12. Io non mi sento affatto a posto, proprio sull’esempio di Gesù, a condannare i rei, e non mi scandalizzo, ma deciso mi oppongo all’ipocrisia gerarchica, quella che schiaccia e decide, siamo sicuri e serenamente convinti che molti dei reati di abusi nello specifico interni al sistema ecclesiastico, non siano effetti gravissimi indotti da una illogica e moralistica e deleterea politica vaticana, che opprime invece di espandere le potenzialità di amore proprio e in primis ai propri membri, i dati citati sambrano proprio affermare questo, che molte vite consacrate e spese nell’amore e nella testimonianza del Vangelo, necessitano di una espansione di vita e non di violenta mortificazione della carne, che di conseguenza porta o a risposte di identica ipocrisia ovvero vivo in maniera clandestina la mia sessualità o peggio la sfogo come mi capita e con ciò che le circostanze mi offrono……attenzione che gli effetti hanno sempre cause scatenanti…….Gesù ci ha testimoniato amore infinito per l’umanità e la vita e ferma opposizione alle “ipocrisie” e norme sopratutto quelle “presunte Divine” che non potenziano e liberano………ci ha rivelato modalità di manifestazione del divino e modalità di manifestazione da risorto………nelle beatitudini vissute, lui si manifesterà sempre, sarò sempre con voi, è con noi nella prassi di una vita spesa…….nel compimento delle nostre potenzialità, sessualità condivisa liberamente espressa compresa……credibilità, ci vuole credibilità per avere una chiesa libera e piena, in cui l’umanità si sente a casa, nella casa del padre, e nella fratellanza di figli di Dio

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