TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

oggi, venerdì 6 agosto. TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE (Mt 17, 1-9)

In noi splende la nostra ‘vera essenza’, il ‘fondo dell’anima’, il divino. Splende sempre, anche quando viviamo ‘altrove’, o siamo segnati dal male, dalle avversità.
Questa ‘vera essenza’ è ciò che ci definisce, la natura originaria dell’essere. La nostra verità.
Gesù – come tutti i grandi maestri dell’umanità – ha avuto solo un desiderio: portare le donne e gli uomini a conoscere e a fare esperienza di questa loro ‘vera essenza’ che li abita e li attraversa. E nell’esperienza della Trasfigurazione è accaduto che per un momento, Gesù ha lasciato trasparire questa sua ‘vera essenza’ : momento di ‘illuminazione’: ha fatto trasparire ciò che è veramente, la luce, il divino, e che il suo corpo biologico – agli occhi dei discepoli – rischiava di offuscare troppo spesso.
La ‘divinità’, questa realtà originaria, pervade tutto senza impedimento, in Gesù e in ciascuno di noi. Ma noi siamo troppo poco spirituali per poterla scorgere. Noi stessi siamo una ‘epifania del fondo originario divino’.
Il mondo intero, la storia, la natura, molte donne e molti uomini sono luminosissimi, in quanto manifestazione del divino, ma abbiamo occhi impossibilitati a vedere. Lo siamo noi stessi, ma non ci crediamo veramente o siamo troppo distratti per esserne consapevoli.
“Tutti gli esseri hanno questa natura originaria” dice Sakyamuni Buddha.
«Il fondo originario divino, la nostra vera essenza, vorrebbe manifestarsi sempre di più in noi uomini. Noi siamo vita divina che fa questa esperienza umana. Chi riesce a vedersi nella sua ‘vera essenza’, riconosce la sua ‘parte divina’. Non siamo mai al di fuori del flusso divino. Noi siamo una coscienza non-materiale che ogni tanto fa un’esperienza umana. Siamo vita divina divenuta uomo. Siamo – come Gesù – un’incarnazione del fondo originario divino» (Willigis Jäger, L’eterna saggezza).
Il divino, la Luce, è la nostra verità, la nostra vera natura, la nostra essenza. Da lì veniamo e lì ritorneremo quando nel morire la restrizione dell’Io verrà annullata. Ciò che siamo nel più profondo è qualcosa di a-temporale e in questa esistenza a-temporale noi ritorneremo.
Con il nostro corpo biologico, la nostra biografia, la nostra storia ci siamo immersi per un attimo (lunghezza della nostra vita) in questo fiume che è ‘la vera essenza’ che da sempre scorre e che sempre scorrerà, perché divina: ma questo fiume in realtà lo siamo, perché la nostra natura, e questa scorrerà per sempre. Non finiremo mai.
Ecco perché la morte è necessaria alla nostra vita, perché solo chi muore può risorgere, solo chi abbandona il piccolo ‘io’ può fare esperienza della sua natura autentica. Quando lasceremo il bios, il nostro corpo, rimarrà la nostra ‘vera essenza’, continueremo cioè a navigare nel fiume della Vita.

4 thoughts on “TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

  1. grazie. splendida riflessione. poetica. io credo sentire il divino in me. spesso sento incarnata la Parola “siete nel mondo ma non siete del mondo”. lo percepisco nel corpo, in tutta me stessa, in ogni mia fibra.
    sì, solo chi muore (in questa vita) può risorgere (già in questa vita).
    magnifica l’immagine – metafora del fiume
    scorre scorrerà
    grazie grazie

  2. Non sono capace di esprimere bene quel che provo. So che , quando leggo o ascolto don Paolo, sento che ciò che dice è vero. In qsti anni sono cambiata in meglio grazie anche alle parole del don, conosciuto , x la 1° volta, a “Uomini e profeti”. Grazie di tutto

  3. Bellissimo. Ho capito che è un cammino, un viaggio all’interno di noi stessi dove è vero, la Luce entra per quanto e come riusciamo ad amare chi ci sta vicino, chi incontriamo. Siamo parte di un tutto, che per la mia esperienza riesco a percepire un poco quando sono immersa nella natura. È capitato quando ho dormito in un agriturismo e tutta la notte mi ha accompagnato un fortissimo canto dei grilli; io ero lì, ero dentro questa melodia, parte di un tutto, non avevo più paura di nulla perché tutto era già dentro di me. Facile in quel momento nel quotiano per me difficile. Ma ho capito, grazie Paolo per il ti aiuto, mi serve davvero.

  4. La nostra paura più profonda
    non è di essere inadeguati.
    La nostra paura più profonda
    è di essere potenti oltre ogni limite.
    È la nostra luce, non la nostra ombra,
    a spaventarci di più.
    Ci domandiamo: chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?
    In realtà chi sei tu per NON esserlo?
    Siamo figli di Dio.
    Il nostro giocare in piccolo
    non serve al mondo.
    Non c’è nulla di illuminato
    nello sminuire se stessi cosicché gli altri
    non si sentano insicuri intorno a noi.
    Siamo tutti nati per risplendere,
    come fanno i bambini.
    Siamo nati per rendere manifesta
    la gloria di Dio che è dentro di noi.
    Non solo in alcuni di noi:
    in ognuno di noi.
    E quando permettiamo alla nostra luce
    di risplendere, inconsapevolmente diamo
    agli altri la possibilità di fare lo stesso.
    E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
    la nostra presenza
    automaticamente libera gli altri.(Marianne Williamson) Grazie!!!!

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