Sogno una Chiesa…

In questi giorni in Italia non si fa che parlare di ‘diritti civili sì, diritti civili no’, Family Day, stepchild adoption, ecc…
La Chiesa a riguardo sta assumendo una posizione ideologica impressionante. Uno degli slogan risuonati ieri al Circo Massimo a Roma è stato: “A noi la battaglia, a Dio la gloria”, roba da Prima Crociata, dove una frase del genere non sarebbe stata fuori luogo sulla bocca di Goffredo di Buglione, capofila dell’esercito cristiano, che pur di riconquistare Gerusalemme e il Santo Sepolcro – a quel tempo ‘valori non negoziabili’  – non ritenne disprezzabile passare a fil di spada cinquantamila uomini tra ebrei e musulmani: l’importante in fondo era affermare la ‘Gloria di Dio’!
Mi vergogno di far parte di questa Chiesa in certi momenti…
Non mi ci riconosco, perché anti evangelica, perché infinitamente lontana da quel Gesù che non ha mai cercato lo scontro, non ha mai invitato a lottare per imporre le proprie idee, non ha mai imposto il bene, semplicemente perché il bene imposto s’incancrenisce sempre in una forma subdola di dittatura, perché come in tutte le ideologie, alla fine, diventa più importante l’idea che l’uomo in carne ed ossa. Oggi la famiglia, così com’è intesa da molti di questi cattolici ‘duri e puri’, destrorsi e reazionari, è solo “un’idea” di famiglia, che pur di vederla affermata e riconosciuta son disposti a sacrificare l’uomo concreto, di calpestarne i diritti e la sua libertà.
L’unica ‘Gloria di Dio’, affermata nel Vangelo, è l’uomo, e questo realizzato, felice, libero di compiere quelle scelte che in coscienza crede possano condurlo al compimento del proprio cuore e quindi del proprio essere persona.
L’uomo del nostro tempo – diceva il grande Bonhoeffer –  è ormai diventato adulto. Non necessita di prediche, ammonimenti, ammaestramenti, su come vivere e su cosa scegliere, lo sa benissimo; ma di essere amato sì, perché di questo anche gli adulti non cessano di averne bisogno.
Sogno una Chiesa che dismetta i panni di ‘maestra’, e indossi quelli di viandante, compagna di viaggio di tutte le donne e gli uomini che fanno fatica a vivere; che si curvi sulle loro ferite, li faccia sentire semplicemente preziosi, amati appunto, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale o il credo professato, che ridoni loro una vera libertà. Sogno una Chiesa che inviti i cristiani a riempire le piazze per dire no a un razzismo dilagante, ad un’economia che uccide, ad una politica guerrafondaia e che rimetta al centro i più poveri.
Sogno una Chiesa che ritorni al Vangelo e smetta di  far politica.

8 thoughts on “Sogno una Chiesa…

  1. Sono perfettamente d’accordo con te e mi trovo in sintonia con il tuo sogno; compito della Chiesa e di ogni cristiano non è quello di ‘condannare’, ma, come diceva sempre Arturo Paoli, facendo sua un’espressione di Theillard de Chardin, di “amorizzare” il mondo! E sono grata al Signore per la presenza di papa Francesco che non si stanca di richiamare la Chiesa a vivere la misericordia!

  2. c’era una volta una chiesa: “para-imperiale” (ci sono troppi nostalgici);
    ci sono ancora i cattolici che pensano, la chiesa sia una struttura “para-statale”.
    la democrazia
    la gerarchia
    il cattolicesimo
    le chiese piene degli statue santi canonizzati
    i canoni
    le casule
    i talari
    nazisti
    fascisti
    catto-comunisti
    leghisti
    quelli del Centro
    quelli neo-cat
    e quelli del rinnov
    sono ancora in fila
    in una fila indiana
    per essere battezzati dal Fuoco e Spirito!

  3. sognando insieme…. condivido parole di Turoldo.

    PIU’ NON ABITATE CONVENTI
    Di Davide Maria Turoldo

    Più non abitate conventi di pietra
    perché il cuore non sia di sasso!
    E anche voi, uomini, non fate
    artigli delle vostre mani.

    Liberi, o monaci, tornate
    senza bisaccia, nudi
    i piedi sull’asfalto.

    Sia il mondo
    il vostro monastero
    come un tempo
    era l’Europa.

    Abbattete i reticolati di queste
    città-lager,
    dove ognuno è cintato
    dal sospetto perfino del fratello —
    di chi sia primo
    ad uccidere.

    Una tenda vi basti a riparo
    dalle bufere,
    e Dio ritorni
    vagabondo
    a camminare sulle strade,
    a cantare con voi
    i salmi del deserto.

    Vi basti leggere il vostro
    nome nel vento
    e nel cielo azzurro:
    mormorato
    sotto una palma
    nelle pause dei canti.

    O frate Nessuno
    sei l’antica immagine di Cristo
    sparpagliato in ogni lembo
    di umanità, vessillo
    che ci manca…

    Più la gloria non abita il tempio
    da quando del pinnacolo
    ha fatto sua stabile dimora
    il Tentatore.

  4. Sono d’accordo con te. Soprattutto quando dici che la Chiesa non deve occuparsi di politica ma dell’uomo. Allora mi chiedo (e ti chiedo scusa se lo dico) perché ti riferisci alle persone che erano in Piazza come a dei “destrorsi”, utilizzando così una definizione di tipo politico ? Questo è l’unico punto sul quale, a mio modesto parere, il tuo bel discorso stride un po’. “Destrorsi” richiama a “sinistrorsi” e quindi rimanda al noiosissimo dibattito politico italiano, nel quale ancora ci troviamo a dover stabilire se l’albero di Natale sia di destra o di sinistra.
    Hai ragione tu, la Chiesa deve occuparsi di cose più elevate.

  5. Grazie don Paolo!
    lo dico dal profondo del mio cuore, perche sono cristiana e lesbica, e questi due FATTI della mia vita non possono essere separati. Sono l’una cosa e l’altra insieme, e questo insieme e` talmente stretto che si confonde.
    Dover vivere scissa, disunita, e` mostruoso. E` impossibile. Il percorso verso l’autenticita` e` stato ed e` un cammino impervio, con visuali affiscinanti, si`, ma estremanete impegnativo, scarnificante.
    E allora potersi ogni tanto appoggiare al braccio di qualcuno che non e` lontano da te, che ti riconosce nella tua pienezza, e` importante. E` come acqua quando hai molta sete.

    Grazie!

  6. Gentile don Paolo, mi dispiace non unirmi agli applausi unanimi, ma il suo messaggio mi ha dato tanta tristezza. Io “non mi vergogno” di far parte di questa Chiesa, che amo nella molteplicità dei suoi aspetti, dei suoi membri e naturalmente dei suoi limiti, ricca di tante persone “per bene” che non si limitano a giudicare ma pregano ed operano con amore in questa Vigna. Non condivido alcuni suoi pensieri per il contenuto, per la forma….e per la generalizzazione. Purtroppo non è questa la sede in cui poter discutere di argomenti così importanti con calma, con rispetto e con pacatezza nè io ho il tempo per farlo e me ne dolgo. Mi rimane l’amarezza per uno scritto duro e riduttivo. Una delle sue espressioni che più mi ha colpito negativamente è la seguente: “Oggi la famiglia, così com’è intesa da molti di questi cattolici ‘duri e puri’, destrorsi e reazionari, è solo “un’idea” di famiglia, che pur di vederla affermata e riconosciuta son disposti a sacrificare l’uomo concreto, di calpestarne i diritti e la sua libertà.”…….Ma perchè generalizza e giudica? Io non ero in quella piazza ma NON si può trinciare giudizi così pesanti. Non credo che lei conosca gli orientamenti politici di tutti i partecipanti al Family Day e se anche qualcuno fosse di “destra” (non destrorso e reazionario) che diritto ho io di giudicare? Finora mi sembra che viviamo in democrazia ed esiste la libertà di pensiero. La ringrazio se vorrà leggermi e le auguro ogni cosa bella che il suo cuore desidera. Un caro saluto. Grazia

  7. Il family day è stato un grande evento di cattolici che stanno portando avanti l’idea di famiglia da sempre proposta dalla chiesa e dai papi. In particolare da san Giovanni Paolo II.
    Dall’altra parte una legge del pd.
    Io preferisco seguire i santi che la politica del pd.
    Veda lei.

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